LOCAZIONI E SFRATTI :RINVIO

Sfratti: normativa attuale


In tempi recenti, a causa del Covid-19, oltre ad un'emergenza sanitaria se ne è, contemporaneamente, creata un'altra di carattere economico.
Gli effetti devastanti della pandemia Covid-19 sul sistema economico hanno costretto il Governo a prendere dei provvedimenti necessari proprio al fine di salvaguardare l'interesse della popolazione in grave difficoltà.
Tra i vari provvedimenti, ti ricordo il decreto Milleproroghe (D.L. 31/12/2020 n. 183) convertito in legge n.21 del 26 febbraio 2021 che prevedeva, tra l'altro, la proroga fino al 30 giugno 2021 della sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di sfratto per morosità.
Di recente è stato varato il decreto Sostegni che prevede un'ulteriore proroga degli sfratti per morosità
(
In base all’emendamento approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato, in sede di conversione in legge del Decreto “Sostegni”, il Ddl numero 3099 attualmente in discussione alla Camera, prevede all’articolo 40-quater un’uscita graduale dal blocco sfratti a decorrere dal prossimo 1º luglio) con le seguenti modalità:

-per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio e il 30 settembre 2020 il blocco si avrà fino al 30 settembre 2021
-per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021 il blocco si avrà fino al 31 dicembre 2021.


Sfratti e Covid-19: conclusioni

Se sei un locatario in difficoltà economiche puoi stare tranquillo, in quanto in base alla normativa in vigore attualmente non potrai essere sfrattato dall'abitazione in cui abiti o dal fondo commerciale in cui svolgi la tua attività professionale.
Se invece sei un proprietario e hai una procedura di sfratto in corso, devi pazientare perché la legge in questo momento ti sfavorisce in quanto non potrai rientrare nella disponibilità del tuo immobile nei prossimi mesi.
L'unica norma a favore dei proprietari inserita nella legge attuale, è quella che sui canoni non incassati è possibile non pagare le imposte.
Il decreto Sostegni, in definitiva, favorisce i conduttori che vengono considerati la parte debole del contratto di locazione, dimenticandosi quasi del tutto dei proprietari, soprattutto dei cosiddetti "piccoli proprietari" che potrebbero trovarsi in uno stato di bisogno allo stesso modo dei conduttori,se, per esempio, il canone di locazione fosse la loro unica fonte di reddito.

 

AVV. STEFANIA CITA
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